Luogo di Culto

Musei Reali di Torino – Cappella della Sacra Sindone

Torino (TO)
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L’incarico di progettare e realizzare la Cappella per custodirvi la Santa Sindone fu affidato nel 1667 a Guarino Guarini, uno dei maggiori architetti del barocco piemontese, che concluse il lavoro nel 1690. Il progetto era basato sull’idea della Sindone come testimonianza estrema del mistero della Redenzione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo.
Cupola barocca in pietra grigia vista dal basso: un sistema di archi intrecciati fa filtrare i raggi solari dalla lanterna dorata.

Le vicende storico-architettoniche che hanno condotto alla realizzazione della Cappella della Sacra Sindone nella sua configurazione attuale si sviluppano lungo un percorso complesso e articolato, durato circa ottant’anni (1611-1694).

La Cappella fu originariamente commissionata dal duca Carlo Emanuele I di Savoia a Carlo di Castellamonte nel 1611, con lo scopo di custodire la preziosa reliquia della Sindone, appartenente alla dinastia sabauda dal 1453 e trasferita a Torino nel 1578. Nel corso del tempo il progetto subì numerose trasformazioni: dapprima per mano di Amedeo di Castellamonte, figlio di Carlo, e successivamente dello svizzero Bernardino Quadri, che nel 1657 concepì un edificio a base quadrata, collocato tra il palazzo ducale (futuro Palazzo Reale di Torino) e l’abside della Cattedrale di San Giovanni Battista.

Nel 1667 l’incarico passò al frate teatino Guarino Guarini, uno dei massimi protagonisti del Barocco europeo, che rivoluzionò l’impianto precedente e ne portò a compimento la visione fino alla sua morte, nel 1683. Guarini ideò una spettacolare pianta interna circolare, sopraelevata rispetto al presbiterio del Duomo e direttamente collegata alle sale auliche del primo piano di Palazzo Reale.

Il cantiere si concluse definitivamente nel 1694, anno in cui la reliquia della Santissima Sindone fu traslata nella Cappella guariniana e collocata sull’altare centrale disegnato da Antonio Bertola. Nella prima metà dell’Ottocento l’interno fu ulteriormente arricchito da quattro gruppi scultorei, voluti dal re Carlo Alberto di Savoia, raffiguranti illustri esponenti di Casa Savoia.

Dal 1694 fino ai primi anni Novanta del Novecento la Cappella custodì stabilmente la reliquia, oggi conservata nel transetto della Cattedrale torinese. Nella notte tra l’11 e il 12 aprile 1997 un devastante incendio danneggiò gravemente l’edificio, rendendo necessario un lungo e complesso intervento di restauro architettonico e strutturale. L’operazione, tra le più impegnative mai affrontate in questo ambito, è stata condotta sotto la supervisione di una Commissione composta da istituzioni del Ministero della Cultura, insieme alla Curia e alla Diocesi di Torino.

Al termine di questo impegnativo percorso di recupero, la straordinaria architettura barocca di Guarino Guarini è stata finalmente restituita al pubblico ed è oggi nuovamente accessibile all’interno del percorso di visita dei Musei Reali di Torino.


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