Mostra temporanea
Non dimenticarti
L’esperienza di Sacra Famiglia e la cura dell’Alzheimer
Museo Diocesano Carlo Maria Martini - Milano (MI)
In abbonamentoDa martedì 3.03.2026 a domenica 3.05.2026
Il Museo Diocesano presenta NON DIMENTICARTI. L’esperienza di Sacra Famiglia e la cura dell’Alzheimer, un progetto espositivo realizzato in collaborazione con la Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone (MI), storica realtà sociosanitaria fondata nel 1896 e tra le più importanti in Italia nel settore della disabilità. La mostra riunisce 60 fotografie firmate da Marianna Sambiase, Enrico Zuppi e Gianni Berengo Gardin, articolandosi in tre sezioni che intrecciano memoria, storia e contemporaneità.
Il percorso si apre con le immagini di Marianna Sambiase, educatrice nel Nucleo Alzheimer della RSA San Pietro. Il suo sguardo affronta il tema complesso e delicato della malattia dell’Alzheimer senza soffermarsi sugli aspetti clinici, ma concentrandosi sulle persone, sui volti, sui gesti e sulle mani. Le sue fotografie rivelano la fragilità e, insieme, il bisogno profondo di riconoscimento che attraversa ogni individuo. L’immagine diventa così uno strumento di relazione, un’estensione della cura e dell’identità.
La seconda sezione propone un affondo storico attraverso gli scatti realizzati nel 1946 dal fotogiornalista Enrico Zuppi. Le sue immagini raccontano gli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale, quando in Sacra Famiglia trovavano accoglienza persone con gravi disabilità, vittime del conflitto e orfani. Con un linguaggio diretto e partecipe, Zuppi restituisce momenti privati e comunitari di intensa umanità.
Chiude il percorso il nucleo di fotografie di Gianni Berengo Gardin, maestro del bianco e nero, che nel 2011 documentò la vita quotidiana in Fondazione: le terapie, la scuola, le relazioni, i giochi. Il suo racconto visivo rivela la partecipazione e la dedizione di chi vive e lavora all’interno della struttura.
L’intero progetto invita il visitatore a riflettere sul valore della memoria, sulla dignità della persona e sul mistero che abita ogni uomo, sollecitando uno sguardo attento e consapevole verso l’altro, anche il più indifeso.








