Mostra temporanea
Messi a nudo
Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden, Carlo Mollino
Archivio di Stato di Torino - Torino (TO)
In abbonamentoDa giovedì 9.04.2026 a martedì 2.06.2026
La mostra indaga il tema del nudo nella storia della fotografia attraverso il lavoro di tre figure emblematiche – Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden e Carlo Mollino – mettendo in luce come la rappresentazione del corpo si sia trasformata, nel tempo, da esercizio accademico a ricerca personale, carica di tensioni psicologiche ed erotiche.
Il percorso si apre con ventiquattro stereoscopie di Auguste Belloc, provenienti dalla collezione di fotografia erotica del Museo Nazionale del Cinema. L’utilizzo di visori d’epoca restituisce la dimensione tridimensionale originaria delle immagini, permettendo di comprendere come la fotografia stereoscopica abbia trasformato il nudo in un’esperienza privata e immersiva. Figura centrale della Société française de photographie e autore di importanti trattati tecnici, Belloc applicò la propria perizia ritrattistica anche a immagini inizialmente destinate allo studio accademico, poi diffuse in una circolazione più intima e domestica.
Il lavoro di Wilhelm von Gloeden è documentato attraverso otto stampe vintage e quindici exhibition prints da negativi originali della Fondazione Alinari. I suoi celebri nudi maschili, messi in scena in ambientazioni di ispirazione classica, costruiscono un immaginario mediterraneo idealizzato, capace di alimentare, nell’Europa del Nord ottocentesca, il mito dell’Italia come luogo di innocenza e libertà dei sensi. Nonostante un erotismo meno esplicito rispetto a Belloc, anche la sua opera entrò in conflitto con il moralismo del regime fascista, che portò alla distruzione di gran parte del suo archivio.
La rassegna si conclude con trenta Polaroid di Carlo Mollino, provenienti dal fondo conservato presso il Politecnico di Torino, parte di un archivio di oltre 15.000 fototipi. In queste immagini a colori, ritratti femminili costruiti attraverso un raffinato gioco di abiti di scena, pose e trasparenze rivelano la complessa poetica dell’architetto torinese. Erotismo, teatralità e riferimenti alla scultura classica convivono in una ricerca visiva in cui la fotografia diventa strumento privilegiato di indagine sul desiderio e sulla costruzione dell’immagine.
Questa mostra fa parte di EXPOSED Torino Foto Festival.








