Mostra temporanea
IN GIOCO. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi
Museo Nazionale del Risorgimento Italiano - Torino (TO)
In abbonamentoDa sabato 13.06.2026 a lunedì 5.10.2026
Il gioco è una cosa seria, un filo invisibile che attraversa la storia d’Italia e che raramente trova spazio nei manuali tradizionali. Questa straordinaria esposizione, curata da Ermanno Tedeschi, propone un percorso interdisciplinare unico nel suo genere, capace di restituire al giocattolo la dignità di vero e proprio documento storico. All’interno delle sale del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, situato in Piazza Carlo Alberto 8 a Torino, i visitatori possono immergersi in un affascinante intreccio che lega giochi rari dell’Ottocento, bambole Lenci affiancate dai bozzetti di Mario Sturani e Marcello Dudovich, libri animati, marionette, reperti di antropologia criminale e splendide opere di artisti contemporanei.
L’itinerario espositivo si snoda attraverso cinque sezioni tematiche che superano la rigidità cronologica per focalizzarsi sulle funzioni sociali e culturali del gioco. Si parte da Il gioco che educa, dove giocattoli e libri interattivi contribuivano a costruire l’identità della nazione appena unificata , per poi passare al Focus Pinocchio. Qui il celebre burattino di Collodi (noto anche come patriota nelle Guerre d’Indipendenza) diventa l’archetipo dell’infanzia, arricchito dalla potente marionetta in ferro di Orna Ben-Ami.
La sezione più toccante, Il gioco per non dimenticare, raccoglie carte prodotte a mano dai detenuti studiati da Cesare Lombroso, oggetti nati negli ospedali psichiatrici torinesi e manufatti dei mutilati della Grande Guerra: una testimonianza del gioco come atto di sopravvivenza e dignità. Infine, Il gioco per diventare grandi esplora la trasmissione dei ruoli sociali, includendo un delicato bronzetto di Leonardo Bistolfi e un approfondimento sulla disabilità , mentre Il gioco dell’arte mette in mostra la creatività di maestri come Alessandro Mendini, Ezio Gribaudo, Daniele Basso, Liliana Porter e Nicola Bolla.








