Mostra temporanea
Antonio Bueno e la profezia postmoderna
Storie e racconti dalla collezione di famiglia
Il Palazzone - Biella (BI)
Da sabato 24.10.2026 a domenica 28.02.2027
Le sale espositive del Palazzone a Biella ospitano un’inedita prospettiva critica sull’opera di Antonio Bueno, ripercorrendo la parabola di un artista tra i più originali, dissacranti e visionari del Secondo Novecento. Promossa dal gruppo Sella e dalla Direzione artistica di Banca Patrimoni Sella & C. in collaborazione con l’Associazione Culturale Bueno, l’esposizione attinge ad un ricco nucleo di opere della collezione di famiglia, integrate da raccolte pubbliche e private.
Il percorso espositivo si snoda attraverso quattro stagioni creative. Si parte dagli esordi a Firenze negli anni ’40 al fianco del fratello Xavier, stagione segnata dalla riscoperta del Rinascimento toscano e dal confronto con la pittura di Velázquez e Zurbarán, culminante nel Doppio autoritratto e nelle prime svolte neometafisiche. Negli anni ’50 emergono le note composizioni con pipe in gesso e uova, sospese tra il rigore di Piero della Francesca e la metafisica di Giorgio de Chirico, un ciclo poi rinnegato con la serie Cimitero di pipe prima di lasciar spazio alle prime iconiche damine.
Gli anni ’60 vedono l’artista al centro dell’avanguardia fiorentina: nel 1962 fonda Nuova Figurazione con le sue impronte monocrome, mentre nel 1963 dà vita al Gruppo 70 con Pignotti, Miccini, Ori e Marcucci, collaborando con figure del calibro di Umberto Eco, Edoardo Sanguineti e Sylvano Bussotti per creare collage verbo-visivi di critica alla società dei consumi. L’ultima sezione celebra la piena maturità postmoderna, popolata da presenze seriali come marinaretti, carabinieri e pompieri, oltre ai celebri d’après che parodiano con ironia i maestri del passato come Bronzino, Caravaggio e Ingres, fino al trionfo con il “Museo Ludico” alla Biennale di Venezia del 1984. A completare l’esperienza, arricchita da un archivio di documenti d’epoca, vi sono le collaborazioni sonore con la Fondazione Accademia Perosi e gli approfondimenti con il Centro Studi Interuniversitario Edoardo Sanguineti dell’Università di Torino.







