Luogo di Culto
Cripta di San Sepolcro
Luogo di profonda sacralità, la cripta venne scelta da san Carlo Borromeo come personale luogo di preghiera, dove si recava ogni mercoledì e venerdì pomeriggio. Non era infrequente vederlo passare intere notti in quella che lui stesso definì la palestra dello Spirito Santo, in adorazione del simulacro del sepolcro di Cristo. Per questo motivo, dopo la sua canonizzazione, fu collocata una statua in terracotta policroma che raffigura il santo inginocchiato davanti al sarcofago.
La cripta consente inoltre di scoprire una delle testimonianze più antiche della storia cittadina: la pavimentazione, costituita da grandi lastre di pietra bianca di Verona, proviene infatti dal lastricato del foro romano del IV secolo, il cuore della civitas dove si svolgevano le principali attività civili e religiose.
Riaperto al pubblico nel 2016 dopo cinquant’anni di chiusura, l’ambiente è stato poi al centro di un imponente intervento di restauro finanziato dal MIBAC e concluso nella primavera del 2019. I lavori hanno riportato alla luce un patrimonio decorativo di straordinario pregio:
- Volte del presbiterio: un ciclo ornamentale a stelle ed elementi vegetali risalente alla fine del Duecento;
- Crocifissioni: due intensi affreschi, uno lungo la scala d’accesso e l’altro, trecentesco, nel presbiterio;
- Raffigurazioni dei Santi: le tre figure a figura intera di Maddalena, Giovanni Battista ed Elena, madre di Costantino (o forse santa Caterina d’Alessandria);
- Scene e affreschi parietali: La cena in Casa di Simone nell’ala sinistra del presbiterio, unitamente alle opere cinquecentesche della Madonna di Loreto e de La Madonna e Santi Rocco e Giovanni Battista nell’atrio;
- Apparato decorativo dell’abside: gli stucchi e le decorazioni seicentesche raffiguranti gli strumenti della Passione.







